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You're in Charge - Now What? La comunicazione è essenziale per implementare la tua agenda strategica

marzo 2006

La capacitá comunicativa rappresenta una delle qualità più importanti per un efficace leadership. La visione e la strategia aziendale sono concetti astratti, che non hanno peso finché non vengano comunicate.

Dice Richard Parsons, CEO della Time Warner: “Se la tua società o il tuo team non sa quale sia la direzione giusta allora non saprà dove andare. Risultato: energia dissipata, rallentamento dell’attività, crollo del morale, la società va alla deriva. Per essere certi che tutti vedano e comprendano lo stesso disegno, occorre più contatto con le persone, più opportunità di incontrarle e più comunicazione.”

In ogni caso, la comunicazione è più di un semplice messaggio: si tratta di raccogliere pensieri ed informazioni per dare forma al messaggio stesso.

Comunicazione efficace
La maggior parte dei leader è d’accordo sul fatto che gli impiegati dovrebbero essere il più informati possibile riguarda lo stato della società. Se tutti sono in possesso delle medesime informazioni, più probabilmente remeranno nella stessa direzione. Questo è altrettanto vero per gli azionisti, il CdA, i clienti e fornitori.

Comunicare efficacemente ruba del tempo e devi tenere presente che trasmettere il tuo messaggio di persona porterà con maggiore probabilità i risultati desiderati, però, più tempo passi a comunicare, e meno ti rimane per agire.

Allora come usare al meglio il tuo tempo? Steve Bennett, CEO della Intuit, dice: “Devi tenere alcune conversazioni faccia a faccia, ma per essere efficace e sfruttare al massimo il tuo tempo dovrai anche fare comunicazioni pubbliche.”

Comunicare il giusto messaggio
La qualità della tua comunicazione è determinata non solamente da come dici le cose ma anche da come il tuo messaggio viene recepito. Devi conoscere i tuoi interlocutori — loro background, umore, prontezza — e adattare il tuo messaggio in modo che venga assimilato al meglio.

Conosci i tuoi punti di forza in termini di comunicazione e cerca di sfruttarli sempre. Sii cosciente, per esempio, di cosa funziona meglio per te — grande pubblico o gruppi minori.

Quando Steve Reinemund diventò CEO della PepsiCo, dopo Roger Enrico, era consapevole delle differenze nel modo in cui egli comunicava rispetto al suo predecessore: “Roger è fantastico come public speaker, così ha senso che lui sfrutti il grande pubblico con messaggi importanti. Ciò non rappresenta uno dei miei punti di forza. Sono in grado di rivolgermi al grande pubblico e forse sto migliorando, ma non è una cosa che amo fare. Penso di essere più efficace nel discutere in piccoli gruppi, dove posso intavolare un dialogo sul nostro business e su ciò che le persone hanno in mente.”

La comunicazione in periodi di Crisi
Dice Joseph Tucci, CEO della EMC: “In tempi difficili il mio consiglio è di comunicare, comunicare, comunicare. E quando pensi di avere fatto a sufficienza, comunica ancora.”

In un periodo di crisi è consigliabile diffondere le informazioni velocemente — perché in ogni caso tenderanno a fuoriuscire. Se non sarai tu a rendere pubblica la notizia o se si pensa che tu abbia celato delle informazioni potenzialmente dannose, perderai l’opportunità di risolvere il problema e probabilmente sarai licenziato — come è accaduto a tre dirigenti Shell, che omisero di rendere pubblico il fatto che per due anni la società vesse “congelato” dei prezzi gonfiati.

Una volta che l’informazione è di pubblico dominio, di la verità e riconosci la questione invece di tentare di minimizzarne l’importanza. In seguito, focalizza la tua attenzione sulla comunicazione interna, con impiegati, CdA, clienti, comunità finanziaria e stampa.

In periodi di crisi devi mostrare fiducia in te stesso ed essere sempre visibile. La tua funzione essenziale sarà quella di “cuscinetto” tra gli eventi negativi da una parte ed il desiderio di stabilità dei tuoi lavoratori dall’altra parte.

Esistono due scuole di pensiero per quanto riguarda parlare con la stampa durante una crisi: coloro che lo consigliano e coloro che sono contro. Le ragioni per parlare con la stampa si basano sul fatto che qualcosa sarà scritta e pubblicata comunque e quindi è meglio trattare i giornalisti con coerenza e con i fatti. Parlare con la stampa permette anche al CEO di raccontare serenamente e di sfruttare l’occasione per comunicare la propria versione dei fatti accaduti.

Dal canto suo, il CEO della Lucent, il Dott. Schacht, è contro il coinvolgimento della stampa, dichiarando che durante un periodo di crisi le uniche persone con cui parla sono “il CdA, gli interni ed i clienti.”

Sii aperto, onesto e diretto con chiunque parli — la stampa, la comunità finanziaria, i clienti e gli impiegati — perché è in ultima analisi sono loro responsabili di implementare la tua agenda strategica.

Comunicazione non verbale
I segnali non verbali hanno molto peso e nei primi giorni in particolare, sarai osservato in ogni espressione facciale e gestuale, tanto quanto nel modo di vestire. Senza avere elementi alla mano su cui basare le proprie valutazioni, le persone ti giudicheranno in base a questi segnali. Sia che si tratti del tuo abbigliamento, delle tue considerazioni sulla puntualità, del rispetto per gli altri e per il loro tempo, o che si tratti del tuo essere più persona da e-mail, piuttosto che da voice-mail, saranno tutti dei sottili segnali, che si diffonderanno rapidamente nella tua organizzazione, comunicando le nuove regole operative.

Cerca Input a Tutti i Livelli
I nuovi CEO sono letteralmente inondati da un fiume di nuove informazioni di ogni genere spesso difficili da gestire, ma in ogni caso, ottenere informazione direttamente dal campo in prima persona, anche se time-consuming, offre vantaggi in termini di credibilità e rapporti con gli azionisti.

Gary Kusin fece così quando diventò CEO alla Kinko’s: “Ho portato il mio caso direttamente alle persone ed ho detto loro cosa dovevamo fare se volevamo sopravvivere. Non l’ho fatto attraverso intermediari. Non esagero l’importanza di ottenere input direttamente dagli impiegati riguardo le loro idee e ciò di cui secondo loro la società necessita. E’’troppo facile isolarsi nella torre d’avorio dell’ambiente dirigenziale e non comprendere le questioni provenienti dai piani inferiori. I primi 100 giorni rappresentano una campagna politica. Devi conquistare i cuori e le mente dell’elettorato e non lo puoi fare se stai seduto in una sala conferenze a parlare con un consulente.”

Conclusioni
La comunicazione è fondamentale per un leader di successo e per comunicare bene devi ascoltare, adattare il tuo messaggio al tuo pubblico, migliorare il tuo approccio facendo perno sui tuoi punti di forza naturali, dando e cercando feedback costantemente. Tutti questi elementi saranno di supporto alle tue agende culturali e strategiche ed utili ad evitare molte delle trappole più comuni che i nuovi leader si trovano davanti.

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