Executive Development

Coltivare un’Affinità Culturale

Se non hai un’esperienza di lavoro internazionale le tue probabilità di essere selezionato per delle posizione di leader nelle società di importanza mondiale non saranno molte. Ma ricoprire un incarico all’estero non è sufficiente. I cacciatori di teste cercano qualcosa più difficile da quantificare ma infinitamente più prezioso: un atteggiamento mentale di apertura a livello globale.

La leadership richiede l’abilità di vedere le cose diversamente e di prendere delle decisioni difficili; la maggior parte dei dirigenti sarebbe fiera di dichiararsi aperta a nuove idee e a punti di vista alternativi. Ma operare efficacemente in un contesto internazionale esige la “competenza interculturale”, cioè l’abilità di apprezzare le differenze e le similitudini fra le culture e di comprenderne il significato per il business in termini globali.

Trevor O’ Hara è Managing Partner del Gruppo Renarc, società che si specializza nel supportare le aziende a sviluppare organizzazioni e leaders globali. La sua consulenza è una delle poche che si specializza in questo settore. Alla base per uno sviluppo delle capacità e del talento a livello globale sta un assessment iniziale effettuato dal Gruppo Renarc, che utilizza un grande numero di valutazioni globali-specifiche compreso l’Intercultural Development Inventory, disegnato per individuare la competenza interculturale dei singoli individui.

Questo significa isolare ciò che costituisce un atteggiamento globale, che come dicevamo non corrisponde all’esperienza internazionale. Dice O’ Hara: “Esistono delle persone che sono per natura culturalmente in linea ma che hanno avuto sorprendentemente poca esperienza internazionale. Si può anche trovare una persona per niente in linea in termini di cultura internazionale pur avendo vent’anni di esperienza all’estero.”

O’ Hara crede che la domanda di dirigenti con l’esperienza e l’approccio necessario per le operazioni globali ecceda di gran lunga l’offerta ed i Consulenti della Spencer Stuart concordano che i loro clienti cercano candidati con una combinazione molto specifica di capacità. Dunque cosa cercano esattamente i “cacciatori delle teste con DNA globale”?

Parli Internazionale?

E’ facile immaginare che la crescita di Internet e l’influenza economica e culturale degli Stati Uniti hanno fatto sì che l’inglese sia diventata la lingua franca del business, comunque ci sono molti posti dove l’inglese non è né parlato né ben recepito e quindi l’abilità di parlare un’altra lingua straniera è importante per qualsiasi dirigente internazionale.

Secondo Reinhold Thiele, il leader della European Industrial Practice e Consulente per la Board Services Practice di Spencer Stuart a Monaco e a Zurigo, “le capacità linguistiche sono molto importanti. Quei candidati che non parlano almeno 2 lingue oltre alla loro lingua madre, oggi come oggi, hanno quasi zero possibilità di ricoprire posizioni senior.”

Poter parlare la lingua del paese in cui abiti o lavori non è soltanto buona etichetta ma anche un elemento chiave nell’essere in grado di operare in modo autonomo a livello manageriale. Dimostra che sei pronto a lavorare sulla comunicazione e di capire un’altra cultura.

Molti cacciatori di teste controlleranno l’abilità linguistica. Dice O’ Hara: “La prima cosa della quale bisogna assicurarsi è che un candidato che si sta valutando per un ruolo internazionale, e che ha dichiarato sul suo Curriculum di essere fluente in una certa lingua, sia veramente fluente come dice. Ciò significa esaminare la conoscenza linguistica del candidato, sia parlata sia scritta.”

Più che semplici parole

Imparare un’altra lingua mostra volontà di ampliare le proprie capacità e di esplorare culture diverse : una parte del DNA ricercato dai cacciatori di teste per i ruoli internazionali. Ma le capacità linguistiche non coincidono con un atteggiamento globale.

Ken Eckhart, Responsabile per il business della Spencer Stuart in Sud Asia, e Consulente per le Board Services e Industrial and Life Sciences Practices, osserva che un’ampia capacità linguistica è sempre vista in una buona luce, ma che deve essere combinata con una sensibilità interculturale. “Niente è più importante che un vero apprezzamento culturale per le cose che sono diverse e per trattare le persone con rispetto in termini di differenze culturali.”

Parlare un’altra lingua è il primo passo per capire una cultura diversa, un processo che necessita un certo atteggiamento e una certa apertura. Dice Edward Speed, leader della European Consumer Goods & Services Practice della Spencer Stuart: “Un elemento è costituito dalla curiosità intellettuale e un interesse generale per altre culture.”

Quando parla con dei candidati, Speed vuole sapere fino a che punto sono pronti a viaggiare, non solamente in vacanza o per il lavoro, ma anche in altri sensi, per esempio attraverso la lettura. Egli domanda: “Cosa leggi per prima? Le prime tre pagine del giornale o la rubrica che contiene gli articoli dall’estero?”.

Differenze significative

In ultima analisi, la tua volontà di affrontare diverse culture sarà un fattore importante. L’attitudine del candidato verso le differenze culturali viene studiata in modo approfondito dai cacciatori di teste e può essere valutata utilizzando dei test psicometrici che rivelano se i managers sono così open-minded quanto pensano di essere.

O’ Hara dice che l’Intercultural Development Inventory ed altri strumenti utilizzati dal Gruppo Renarc possono spesso rivelare in maniera molto precisa quanto le persone si sentano a loro agio relativamente alle differenze di cultura. Ciò che può apparire superficialmente come volontà di interagire con altre culture può risultare essere qualsiasi cosa: dalla negazione culturale ad una completa integrazione. Per quelle organizzazioni che sono pronte a pagare alti stipendi a persone che lavorano in incarichi con esposizione globale, è fondamentale sapere in anticipo esattamente quanto in realtà siano sensibili i loro dirigenti.

Affermazioni come “Il business è uguale in tutto il mondo”, “La tecnologia non è soggetta alla cultura”, o “Io posso raggiungere il successo in qualsiasi cultura senza uno sforzo particolare”,illustrano un candidato che cerca di ignorare o di minimizzare le differenze culturali invece di affrontarle.

Quei candidati con un atteggiamento globale avanzato si mostrano non solamente capaci di accettare, ma anche di adattarsi alle differenze culturali. Sono d’accordo con dichiarazioni come: “Più differenze vogliono dire più idee creative”, o “Cerco sempre di studiare una nuova cultura prima di andarci.”

Capiscono anche che ci saranno dei problemi a meno che gli stili lavorativi non si adattino alle nuove situazioni. Ciò può essere riflettuto, dice O’ Hara, in una dichiarazione come “Per risolvere questo contrasto, dovrò cambiare il mio atteggiamento. Capisco che essi stanno cercando veramente di adattarsi al mio stile, così è giusto che cerchi anch’io di andare loro incontro.”

Ciò che questi test psicometrici dimostrano anche è che l’esperienza internazionale non fornisce automaticamente un approccio globale. Può essere già presente prima di andare all’estero o potrebbe non svilupparsi mai anche dopo anni di lavoro all’estero. Oltre alle capacità linguistiche e alle giuste circostanze familiari, ciò che è più importante in una posizione di responsabilità internazionale è poter dimostrare un approccio flessibile al cambiamento e di essere veramente open-minded.

Come spiega Mark Broer, Consulente Spencer Stuart a Londra della Life Sciences Practice, i migliori candidati “capiscono e riconoscono che ci sono differenze reali nei comportamenti culturali. Se è necessario spiegare ciò ad una persona, c’è già qualche cosa che non va.”

Credenziali culturali per le posizioni a livello Top

  • Essere fluente in altre 2 lingue oltre la lingua madre.
  • Esperienza di vita o professionale in una cultura diversa.
  • Abilità di interagire con altre culture.
  • Rispettare e comprendere altre culture.
  • Accettare le differenze culturali ed adattarsi ad esse.
  • Avere un atteggiamento flessibile al cambiamento.
  • Essere open-minded.

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