Sii pronto e sii te stesso. E’ questo il miglior consiglio per chiunque si prepara per un colloquio.
Con tutti i consigli disponibili su questa tema, è facile dimenticare che il processo di selezione consiste nel risolvere un problema ad un cliente. Il colloquio dovrebbe stabilire se tu sei la persona che lo può aiutare. Se non sei abbastanza ben informato sul conto di una società, è probabile che non sarai in grado di parlare in maniera articolata su come puoi risolvere il loro problema.
Prepararsi bene prima è la regola d’oro per gli intervistati e può significare la differenza fra il successo ed il fallimento, un fatto ignorato a volte anche dai candidati più forti. La mancanza di preparazione nei colloqui è una cosa sconvolgente. Non è mai stato un fattore di eliminazione così rilevante come oggi.
La risposta giusta inizia con il briefing con il consulente
La cosa migliore che puoi fare prima di un colloquio è concentrarti sulle sfide che pensi di dover affrontare nella nuova posizione. Ciò comincia al momento dell’incontro con il consulente che si occupa di questa ricerca.
Il compito del consulente è di aiutare entrambe le parti a scoprire se c’è una rispondenza fra le capacità del candidato e le necessità della società in questione. Non si tratta di cercare di vendere qualcosa a qualcuno. Stiamo cercando di aiutare il candidato attraverso una vera e propria due diligence.
Oltre a questo briefing verbale, i consulenti Spencer Stuart forniscono ai candidati rapporti che contengono il background della società e vari dettagli sulla posizione.
Al briefing del consulente devi aggiungere poi i tuoi dati e i fatti. Fai delle ricerche sulla società e sul settore, consulta la stampa economica e, se riesci, parla con degli impiegati attuali o ex, per completare la tua conoscenza.
Prepara la storia della tua carriera
In seguito, scrivi una breve lista delle sfide della posizione e prepara degli esempi specifici dalla tua carriera che mostrano come hai affrontato tali sfide in passato. Consigliamo di scrivere letteralmente questi punti o di fare pratica ad alta voce con una persona che può fornire del feedback costruttivo.
Il tuo obiettivo è mettere insieme i fatti in convincenti resoconti del tuo comportamento in situazioni simili a quelle che si possono ipotizzare nella posizione in questione. Ciò ti preparerà ad affrontare alcuni punti su cui l’interlocutore cercherà di andare a fondo.
Mostra il tuo “DNA” da Manager
Quando metti insieme questi fatti del tuo passato professionale tieni presente che i reclutatori cercano sempre dei tratti particolari quando intervistano dei dirigenti. Tali tratti sono una specie di “DNA” che devi mostrare di possedere a questo livello, oltre alla semplice abilità di eseguire certi compiti e funzioni.
Forti capacità comunicative sono fondamentali per la maggior parte delle posizioni a livello dirigenziale e quindi devi sottolineare le tue esperienze nel redarre presentazioni, nel parlare ad eventuali convegni o nel tenere conferenze. Alle aziende piace che i loro dipendenti siano motivati, quindi sii pronto a mostrare che sei in grado di trovare motivazioni e che tu hai la giusta costanza e la determinazione che la posizione richiede.
I cosiddetti “Soft Skills”sono molto apprezzati dalle aziende così vale la pena studiare concetti come per esempio l’intelligenza emotiva, e di prepararsi a dimostrare delle buone capacità interpersonali, di essere capaci di delegare. Convinci il consulente che sei in grado di assegnare dei compiti mantenendo la responsabilità.
Impara a capire cosa c’è dietro una domanda
Una volta che sei sufficientemente preparato, sarai in grado di maneggiare qualsiasi stile o tipologia di colloquio. Esistono 2 principali “stili” di colloquio. Nel colloquio tradizionale vengono utilizzate delle domande convenzionali per esaminare delle caratteristiche e dei tratti personali. Spesso dovrai descrivere te stesso o dire cosa faresti in un contesto specifico.
Le probabili domande comprendono la gettonatissima “Perché dovrei assumerti?” oppure “Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?” e “Dove vedi te stesso fra 5 anni?”. Il problema con questo approccio è che i candidati spesso si aspettano tali domande e dunque spesso le risposte sono ben preparate ma poco indicative.
Più che mai la decisione di assumere o meno si basa sulla capacità del candidato di poter contribuire immediatamente alla performance dell’azienda. I consulenti cercano “le prove” che tu sia in grado di ricoprire il ruolo a partire dal primo giorno e questo si riscontra nella tendenza a realizzare un colloquio che si focalizza sul comportamento.
Sii pronto a parlare del tuo comportamento
Poiché il comportamento umano è ripetitivo, chiedere ai candidati di descrivere il modo in cui hanno gestito una certa situazione è un buon indicatore di come potranno agire in un ruolo specifico. I consulenti sono sempre più attratti verso i colloqui comportamentali perché si sono dimostrati essere più precisi statisticamente come indicatori di futura performance.
In un colloquio comportamentale di solito le domande si concentrano su come hai superato una sfida o delle difficoltà in passato. Se la domanda ha a che fare con una specifica situazione del passato e su come hai reagito, allora si tratta di un colloquio comportamentale.
Probabilmente dovrai descrivere come hai agito per raggiungere un certo obbiettivo e come hanno reagito i tuoi colleghi e i membri del tuo team. Questa tecnica fornisce all’interlocutore un superiore livello di conoscenza di quali probabili comportamenti il candidato avrà in futuro. E’ molto difficile inventare una risposta ad una domanda di tipo comportamentale e quindi i candidati tendono ad essere più sinceri.
Preparati a rispondere a qualsiasi tipo di domanda e a porre le tue
In termini formali, la tendenza attuale si muove verso una combinazione di colloqui sia strutturati che non.
Il colloquio non strutturato è il più facile da affrontare. Ti sarà chiesto di descrivere alcune situazioni in cui hai dovuto eseguire diversi compiti simultaneamente e di spiegare come ti sia riuscito.
A questa domanda, comune nel corso di colloqui non strutturati, è facile rispondere, poiché un’indicazione sulla risposta si trova già nella domanda, che si basa per esempio su come adattarsi alla pressione e allo stress. Puoi collegare la tua risposta a passate esperienze e quindi portare la discussione verso una risposta già preparata.
Un colloquio strutturato è tutt’altra cosa. Le domande sono più neutrali e spesso toccano problemi ipotetici che non hanno soluzioni ovvie, come per esempio “Cosa faresti se il tuo capo ti desse 2 incarichi impossibili da completare entro la scadenza?”
Non è chiaro dove questa domanda vuole arrivare, ma il modo in cui tu rispondi rivelerà qualcosa della tua personalità. Potrebbe essere difficile rispondere ad una tale domanda senza fare riferimento a degli specifici esempi positivi di come tu abbia gestito le priorità- e le aspettative –nel corso della tua carriera.
Preparare i tuoi “Case Studies” personali ti dà la sicurezza di rispondere alle domande e anche di farle. Se pensi che un tuo punto di forza rilevante non sia ancora emerso, allora fai delle domande che ti permettono di fare riferimento ad un esempio specifico.
Cogli i segnali (fa attenzione ai dettagli)
Tentare di “manipolare” la conversazione va bene, ma devi sempre fare in modo che l’interlocutore senta di avere il controllo. Nel colloquio dovresti cogliere quei segnali che ti mostrano se la persona dall’altra parte è veramente interessata a ciò che stai dicendo o se diversamente dovresti lasciarti guidare nella conversazione.
Ascoltare questi segnali significa anche cogliere eventuali pericoli. Se l’interlocutore torna sempre ad una specifica situazione, allora probabilmente non stai spiegando bene ciò che hai fatto.
Un colloquio non è un gioco con vincitori e vinti. Consideralo più come un potente scambio di informazioni per determinare se esiste o meno la potenziale corrispondenza fra entrambe le parti.
Il miglior consiglio è di rimanere sincero e di affidarti al tuo stile. Andrai d’accordo con l’interlocutore, oppure no. Nel qual caso, è meglio scoprirlo durante il colloquio piuttosto che quando stai già occupando la posizione.
Prepara una “performance speciale”
- Il colloquio è un incontro per determinare una corrispondenza attraverso lo scambio di informazioni ad alto valore.
- Fai ricerche sui bisogni dell'azienda prima del colloquio, in modo da identificare quanto sia adatta la tua esperienza.
- Prepara 5 o 6 “Case Studies” che mostrano come hai superato delle sfide e le capacità manageriali che hai utilizzato.
- Fai delle domande che ti diano la possibilità di citare esempi specifici della tua carriera.
- Ascolta i segnali ma non tentare di prendere il controllo della conversazione.
- Sii te stesso.